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Una storia così...

racconto


Per il secondo anno frequentavo la piazza di Taormina, nel mese di Agosto trascorrevo le mie vacanze "alternative", dando spazio a una grande passione: ritrarre i turisti come si fa a Mont Martre, a Firenze o Roma.
Nelle sere d'estate lungo il corso e la piazza centrale, era come se il tempo si fermasse a una certa ora e dopo per incanto tutto si ripetesse ininterrottamente, ma senza annoiare, fino alle prime ore dell'alba, quando il passeggio si andava dileguando e i bar chiudevano, iniziando a fare le pulizie.
Il piano bar creava il leitmotiv ideale per l'atmosfera serale di quel suggestivo balcone sul Mediterraneo, le luci erano soffuse, i venditori ambulanti intrattenevano i loro avventori, mentre gli artisti, si perché eravamo in tanti, attrezzati di cavalletto, sedie, lume a gas, fogli e colori, davamo prova delle nostre abilità, attirando il nostro pubblico incuriosito e ammirato, che formava capannelli alle nostre spalle.
Una mattina la incontrai in Comune, casualmente vi ero capitato anch'io a chiedere il permesso per l'occupazione del suolo. Era in compagnia di un ragazzo, un suo collega di accademia.
In piazza non tardammo a fare conoscenza, come d'altronde era consuetudine tra i nuovi colleghi. Durante gli intervalli liberi, non si perdeva l'occasione per fare scherzi al più buontempone, correre e giocare come ragazzini.
Finito il lavoro, quando l'ora tarda scoraggiava la folla più abitudinaria che andava a dormire, lasciando spazio agli amanti della notte, davamo sfogo alla nostra vena canterina, accompagnati dalla chitarra, insieme attiravamo a volte piccole platee fuori programma, che cantavano o ballavano al suono della nostra musica.
La prima estate insieme passò così: una bella amicizia ma niente di impegnativo, con una buona dose di complicità e simpatia. Un inverno non passa in fretta senza internet, cellulari o diavolerie dei nostri giorni e d'altronde non eravamo che amici, non ci saremmo sentiti per telefono. Io abitavo all’estremità opposta dell’Italia, lei in Sicilia.
L'anno successivo c'era nell'aria qualcosa di diverso tra noi, forse per via di una cartolina, con cui avevo sottolineato la mia simpatia.
Si cominciava a trascorrere più tempo insieme da soli e si parlava tanto.
Una mattina andammo in spiaggia, quella giornata talmente irreale, tutt'ora la ricordo come estrapolata da un set cinematografico, forse da un sogno, fuori dal tempo.
Ci sono momenti in cui, accadono cose che fino a quel momento avremmo creduto impossibili o lontane dalla nostra portata, al punto di dubitare quasi di esserne artefici.
Tra di noi fino a quel momento c'era soltanto amicizia e dare inizio a una vera e propria "storia", compiere il primo passo, mi sembrava complicato.
Urgeva un espediente e subito arrivò l'idea, come si farebbe parlando ad un'amica, mi rivolsi a lei in questi termini: "sai, vorrei da te un consiglio, conosco una ragazza con cui ho un bel rapporto, c'è dell' amicizia e dato che mi piace, vorrei mettermi insieme a lei, pensi che farei bene a dirglielo?"
Ero quasi sicuro che avrebbe mangiato la foglia, ben consapevole di quanto le donne abbiano le antenne lunghe, infatti lei colse al volo il senso, intuendo benissimo a quale persona si riferisse il mio discorso.
Mi rispose:" certo che faresti bene a dirglielo!" Per un po' rimanemmo in silenzio, sdraiati per come eravamo a osservare il cielo, con le teste vicine in posizione contrapposta, toccandoci le mani.
Non ci eravamo accorti che la "stagione ritrattistica" era giunta quasi al termine, la stessa sera ci saremmo visti con gli amici della piazza in pizzeria, per stare un po' insieme e poi salutarli.
Fuori dal locale, passeggiando sotto braccio per una stradina, comunicavamo solo con gli sguardi, trovammo un muretto basso su cui poterci sedere, da li si vedeva il mare, la luna vi si specchiava, fino quasi a tuffarsi dentro, anche i nostri occhi ormai si guardavano molto da vicino, il cuore batteva più forte, in silenzio le labbra si sono cercate, come per confidarsi un segreto e l'emozione si è sciolta in un bacio...


Una storia così...
  
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