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Guestbook
La sposa mancata

racconto fantastico





In uno di quei castelli medioevali inglesi, famosi per la presenza di “spiriti vaganti”, da solo decide di trascorrervi una notte un’importante e facoltosa pop star, per mettere alla prova il proprio coraggio, nonché per avere la conferma delle proprie convinzioni da scettico in merito a storie di spettri.

Si sa infatti che questo castello è abitato dal fantasma di una principessa, vissuta circa seicento anni fa, nota per la sua bellezza e per essere accidentalmente morta poco prima di coronare il proprio sogno d’amore e sposarsi. Si dice che il fantasma si aggiri tra le mura del castello in abito da sposa, reggendo in mano un bouquet di fiori, a volte una candela accesa. Il cantante pop si fa accompagnare dai custodi fino alla cameretta riservata agli ospiti, in cima alla torre principale, la regola del pernottamento è molto rigida: esige che non si possa tenere con sé nessun apparecchio tecnologico: al massimo qualche libro, qualche candela e dei fiammiferi, perché nel castello non c’è elettricità. I custodi si congedano e lasciano il castello per andare a riposare in una tenuta a quindici miglia da quel posto, perché loro, forse non avendo alcun interesse verso il fenomeno, preferiscono dormire altrove.

Simon (è il nome della star) si ritrova solo col suo libro preferito, con una candela accesa, nella cella più alta del castello, solo e tranquillamente adagiato sulle sue irremovibili convinzioni disilluse in merito a ogni “credenza” sui fantasmi. Ma dopo qualche minuto la sua sicurezza viene messa alla prova da un fatto strano nonché misterioso: nella stanza non c’è alcuna porta o finestra aperta, non si avvertono spifferi o correnti d’aria, ma inspiegabilmente la candela si spegne.

Lui non si perde d’animo, la riaccende e continua (quasi) tranquillamente a leggere. Non passa molto tempo e qualcos’altro va a turbare la sua quiete: la finestra oscilla come se qualcuno dall’esterno la stesse forzando, inspiegabilmente, perché al di là c’è soltanto lo strapiombo di un muraglione, lui si alza, va ad aprire la finestra come per sincerarsi sull’origine del fenomeno, ma non scoprendo nulla, la richiude (assicurandosi di averlo fatto bene) e va per tornare a leggere.

Mentre si trova ancora con le spalle rivolte alla finestra, come per effetto di un fortissimo spostamento d’aria, la finestra appena serrata si spalanca: un turbine di vento si introduce nella piccola stanza con violenza, scompiglia tutto e ancora una volta spegne l’unica fonte di luce accesa: la candela.

Per un attimo impietrito, Simon cerca di mantenere la calma, si può sempre pensare a una strana turbolenza d’aria (anche se la serata è calma e nel cielo c’è la luna piena). Lascia passare qualche attimo, tastando il pavimento recupera i fiammiferi volati via, ne accende uno e a lume di candela, cerca di rimettere un po’ di ordine, poi va ancora a chiudere quella finestra. Per istinto guarda che ora è nel suo orologio da taschino e le lancette sono sovrapposte al numero 12. Si ricorda di essere stato avvisato che se qualcosa si fosse potuto presentare, quella era l’ora buona ….

Adesso la curiosità diventava una sfida alla paura; gli avevano detto che la sposa … si aggira verso quell’ora per le scale del castello e se lui era lì per questo, bastava solo aprire la porta e sporgersi dentro la chiocciola delle scale che si avvita verso il basso …

La sorpresa non si fa più attendere: proprio nella zona più bassa si scopre il bagliore di un lumicino che avanza e lentamente s’inerpica per le scale, l’eccitazione è forte e la curiosità ancora maggiore; un po’ alla volta insieme alla luce si comincia a intravedere quella figura, prima indefinita, poi sempre più chiara. Il profilo di una bella donna in abito da sposa, pallida, slanciata e mostra un’età giovanile.

Simon è incantato e impietrito allo stesso tempo, nel veder crollare le sue ferree convinzioni, poi prevale in lui lo sgomento e l’istinto di rinchiudersi nuovamente in camera è più forte di lui. E’ attratto e spaventato da quella figura, passeggia per la stanzetta nervosamente, poi si ferma come se avvertisse che quella presenza si fa sempre più prossima, il suo cuore sembra voglia uscire dal petto, l’emozione va alle stelle quando sente lievemente bussare alla porta …

Capisce che è lei e vuole entrare, si rende conto che sarebbe inutile opporre resistenza ad un fantasma, così pian piano crea una fessura solo per guardare fuori, ma lei attraversandola in un attimo è già entrata ed è ad un passo da lui, è bellissima, sembra in carne e ossa, sorride e lo guarda negli occhi rassicurandolo; la paura diventa incanto. Lei lo avvicina, sfila dal proprio collo una collanina con un medaglione: c’è sopra una miniatura che raffigura il proprio ritratto, poi gli cinge con quest’oggetto il collo, lui è come ipnotizzato e non fa neanche caso a quello che accade, lei lo invita a seguirla, a uscire dalla stanza e lui obbedisce solo a lei e insieme ripercorrono le scale andando in giù fino ad arrivare ad una piccola cappella, dove c’è anche un altare. Molto tempo addietro vi si celebrava Messa. Si avvicinano all’altare, così come farebbero due che vanno a sposare, appena si fermano lì davanti, lei gli si accosta come per baciarlo e anche lui prova a baciarla, ma nello stesso attimo lei si dissolve nel nulla, proprio come una nube di vapore. Lui percepisce un brivido di freddo sulla schiena e gli rimane come un senso di vuoto e di amarezza …

Pensando che ormai tutto sia passato, si incammina e torna alla sua camera un po’ sconfitto ma elettrizzato per quell’incontro così ravvicinato da sembrare reale. Chiude la porta, si mette in pigiama, si infila nel letto ma lì qualcosa gli fa percepire ancora un segnale da parte di lei, il letto è inspiegabilmente caldo e tra le lenzuola riconosce lo stesso profumo di quell’abito da sposa, che poco prima aveva percepito. Lui si crogiola dentro questa piccola beatitudine, all’inizio non riesce a prender sonno, ma dopo, anche per la stanchezza si addormenta.

Sogna di trovarsi insieme a lei, come se questa fosse la sua ragazza, entrambi correndo a cavallo attraversano un lungo sentiero tra boschi e prati, il percorso li porta poi sulle rive di un fiume che bisogna attraversare a guado (perché senza ponte) si addentrano ma l’acqua è sempre più alta, però loro sono troppo felici e inconsapevoli del pericolo, anche quando i cavalli, trascinati dalla corrente, spariscono tra le rapide e loro due, mentre nuotano vengono trasportati dal sogno e si ritrovano in una grande vasca da bagno di una villa sontuosa, fanno il bagno insieme, lui l’aiuta a lavare la schiena, poi si stringono e si amano in un abbraccio.

Si asciugano, si vestono e nella sala, dall’altra parte, c’è un grande banchetto preparato per loro e per tanti invitati che sopraggiungeranno. Entrambi, tra una tenerezza e l’altra si apprestano a completare gli ultimi ritocchi: dei fiori al centro del tavolo e le bottiglie di vino d’annata da stappare prima di iniziare il banchetto.

Si sente all’esterno il chiasso di persone che arrivano, devono essere loro, gli invitati e sembrano davvero impazienti, bussano così forte, pare vogliano proprio sfondare la porta …

Così forte che lui si sveglia dal sonno. Sono i custodi del castello che in anticipo sull’orario, sono venuti a svegliarlo, è il loro ultimo giorno settimanale di lavoro e vogliono sbrigare ogni impegno in fretta per rientrare a casa.

Alla svelta l’ospite si riveste, spronato dalla fretta degli accompagnatori, raccoglie i pochi oggetti personali e in un attimo è già fuori dalla camera. “Allora, Mr Simon, ha passato bene la notte? Ha per caso incontrato la sposa?” E lui disinvolto: “Come? La sposa?! Ma quale sposa? E’ come pensavo io; qui avete organizzato un bellissimo “Business” e chissà quanta gente ci cascherà ancora!…”

“Ma dite proprio sul serio? Noi le possiamo assicurare di aver visto in più di un’occasione il fantasma, voi volete farci credere che stanotte sia passata tutta liscia?” “Infatti! L’unico contrattempo siete stati voi che mi avete svegliato di soprassalto mentre ero nel bel mezzo di un sogno… Non ci credete, vero? Sareste curiosi di sapere cosa sognavo?…” “Ma no, non c’è bisogno, ci fidiamo sulla parola!”

Mentre Simon va verso l’uscita, seguito dai custodi, scopre di avere al collo qualcosa che la sera prima non aveva con sé: un medaglione in porcellana con su raffigurato il ritratto della “sposa”, ricollega tutto e ricorda l’attimo in cui aveva ricevuto quel dono, lo accarezza dolcemente, lo bacia e dopo lo stringe in pugno come per nasconderlo, mentre il suo viso s’illumina di una gioia incontenibile.

Saro Torrisi 2006
La sposa mancata
  
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