Pioggia di rose


Era già tarda ora, ma non riuscivo a prendere sonno. Mi tornavano alla mente tanti ricordi spiacevoli che con un velo di tristezza oscuravano i miei pensieri.


Quel fastidio che non riuscivo a mandar via si scontrava con un lontano ricordo, una frase che ripeteva mia nonna quando ero bambino: "Quando morirò ti manderò una pioggia di rose..." lo diceva tutte le volte che mi chiedeva un piccolo favore, era quello il suo modo di ringraziare.


Fin da bambino portavo dentro il suono di quelle parole, di cui non afferravo bene il senso, ma che riempivano di aspettative la mia immaginazione. Ma in quel preciso momento, tirando le somme di un'intera esistenza, avevo la sensazione che delle rose promesse, ne fossero piovute ben poche.


A fatica arrivai a chiudere gli occhi e a dormire. Quando ci riuscii, dopo un po' la nonna dei miei ricordi arrivò in sogno. Camminavamo insieme lungo una strada diritta e dissemnata di sterpi.


Sorridendo e con un'espressione rassicurante, a un certo punto la nonna mi disse: "Cosa stai osservando? Voltati e guarda dietro di te!" Con mia enorme meraviglia mi accori che mentre andavamo avanti, dietro di noi molte di quelle spine irsute inspiegabilmente si trasformavano in rose.


Emozionato e confuso le domandai il senso di tutto ciò e lei rispose:" Non bisogna lamentarsi di quello che ci porta la vita, non soffermarti su quello che il destino ti ha riservato, ciò che conta è il modo in cui lo hai saputo trasformare, per te stesso e per gli altri..." In quello stesso istante il sogno svanì



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